Dopo anni e anni di ricerca e approfondimenti nel territorio Apuano, sono giunto a questo mio risultato finale, è una trilogia Apuana sul tema a me tanto caro delle caratteristiche storiche e culturali/cultuali del pennato. Il Mitico pennato dell’Equinozio è stato realizzato in presa diretta nelle Apuane meridionali  sul gruppo delle Panie, portando su con me la riproduzione esatta del pennato di 70 cm inciso sulla balconata rocciosa della Pianiza (soggetto principale della ripresa). Con questo video si conclude un ciclo di tre lavori creati da una mia i.Dea per far conoscere una antica cultura ben radicata nel territorio Apuano tanto da divenire nel tempo, una tradizione che ancora oggi nonostante tutto si conserva, attraverso il “libro di roccia” inciso sulla montagna Apuana. Il primo lavoro è stato “Roncare la pratica dimenticata” dove si fa vedere come viene bonificato col Pennato e la Ronca un terreno abbandonato. Il secondo è stato “le castagne raccontano il Dio Silvano nella selva e sulla vite” dove si rivela di come le tradizioni nella gestione della selva (bosco coltivato a castagni) siano legate a quelle della vite domesticata dagli Etruschi e al giorno di S. Martino il Santo dei poveri, il tutto coniugato attraverso il doppio tramonto del Sole nel monte Forato. L’ultimo lavoro forse il più importante è stato girato sul gruppo delle Panie nel giorno dell’Equinozio di autunno dove è stata verificata la corrispondenza del sorgere del Sole al mito del grande Pennato, questo è stato come aver fatto un viaggio attraverso i millenni, inaugurato dagli Etruschi e concluso con gli ultimi pastori/boscaioli. I Pennati incisi sulle Apuane sono una peculiarità unica, non ci sono riscontri nel panorama internazionale dei petroglifi e quindi avrebbero il titolo e il diritto per diventare un patrimonio mondiale. Lo spirito della montagna è ancora vivo, le Panie sono il cuore simbolico delle Alpi Apuane, dove sono incise le radici di un popolo amante della libertà, un Tempio selvatico a cielo aperto dove pregare il Dio dell’umanità, questo non è un luogo ma un sentimento, da condividere e valorizzare nel modo giusto.