In autunno si termina la produzione delle confetture extraselvatiche e di altri prodotti introvabili altrove. La conoscenza della montagna per reperire le bacche e i frutti selvatici, è frutto di un’esperienza lunga una vita, dalla raccolta al prodotto finito non passano che poche ore per mantenere al massimo le loro caratteristiche organolettiche. Senza scherzare chi si alimenta con regolarità di questi ricchi preparati avrà la capacità di campare più a lungo. Qui nel video farò vedere e racconterò una mia interpretazione nell’abbinare le confetture selvatiche con i formaggi tipici, 7 piatti vegetariani unici nel loro sapore e dopo saremo pronti per affrontare gli sforzi fisici più impegnativi. La confettura di pere estive con il pecorino (le pere native o selvatiche che ho prodotto dopo sono ancora più buone). Quella di corniolo (piccolo frutto selvatico rosso molto apprezzato dall’uomo preistorico) con gorgonzola. Di mele renette (sono quelle originali raccolte da piante non trattate e inselvatichite) con la fontina. Le prugne di S. Rocco (simili alla confettura di damascena) con il caprino. La rosa canina (raccolta a più di 1000 m.)con il parmigiano. La nespola germanica (è un piccolo frutto selvatico marrone ormai dimenticato) con il provolone. Vi è poi un crostino con il concentrato di pomodoro dell’orto di Ubaldo con mozzarella e origano (va bene anche l’altra spezia chiamata da me del Satiro per le sue proprietà particolari). E per finire il dolce dei poveri, la ricotta con lo sciroppo di prugnolo (piccolo frutto bluastro chiamato lo strozzapreti.
