L’arte rupestre sul nostro pianeta Terra rappresenta un patrimonio inestimabile e appartiene all’essere umano da quando è stato in grado di dare un senso compiuto a tutte le cose. Essere consapevole di se stesso in rapporto all’ambiente che lo circondava, lo ha portato a intraprendere un percorso di crescita interiore ed esteriore e da quel lontano momento è nato il simbolo come espressione di alleanza tra l’uomo materiale, l’uomo spirituale e tutte le manifestazioni naturali che avvenivano intorno a lui. le Incisioni Rupestri delle Alpi Apuane non sono per nulla conosciute e valorizzate, solo poche persone sanno della loro esistenza, chi vi scrive ha scoperto molti siti nuovi tra cui quello importantissimo di Trogna. Questi antichi reperti, detti petroglifi, sono stati realizzati sulle rocce Apuane dall’essere umano, con vari strumenti, dalla pietra al metallo, e vengono interpretati oggi come dei messaggi fatti di speranze, di richieste, di iniziazione, di ringraziamenti, di cristianizzazione, di proprietà e di giochi, messaggi di un popolo primitivo che aveva eletto queste montagne a sua dimora. Molti Siti Apuani sono caratterizzati soprattutto per la presenza di incisioni del Pennato (roncola) con un numero considerevole, stimato nell’ordine di oltre 500 esemplari, quelli che sono ancora visibili. Questa situazione è un unicum nel panorama dei petroglifi internazionali e fa delle Alpi Apuane una terra ancora tutta da scoprire. Il pennato è presente sin dall’epoca dei metalli e appare per la prima volta in mano a una Deità campestre Etrusca del III sec a.C. identificata come il Dio Silvano, il Signore della Selva e dei luoghi coltivati, Dio dei pastori, dei boscaioli, dei cavatori, della povera gente e veniva “tirato in ballo” quando c’era la necessità di lavorare gli alberi e la terra.

